
E’ stato osservato che, tra gli altri gruppi religiosi di Israele (sacerdoti, sapienti e salmisti), nessuno si innalza al livello dei profeti o continua ad esercitare un influsso così potente nella storia successiva. I profeti occupano nel pensiero e nella fede dell’umanità una posizione mai superata da nessun altro singolo gruppo. Essi appartengono al loro tempo, ma nello stesso trascendono gli aspetti caratteristici della loro eredità culturale e dell’ambiente semitico.
Essi si rivolgono ai bisogni e alle crisi del mondo antico, nel quale vissero, ma le loro parole continuano a stimolare la coscienza degli uomini, a chiamarli alle loro responsabilità, a proclamare le esigenze dell’imperativo divino. Gesù stesso ha dichiarato: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento ” (Mt.5,17).
Dunque il loro discorso-messaggio è sempre valido! Vediamone alcuni esempi.
Amos
Amos parla di “poveri”, che probabilmente sono i piccoli proprietari, modesti contadini, tassati, conculcati dai ricchi proprietari terrieri e dai ricchi commercianti. Egli non dice espressamente chi sono gli oppressori, ma con ogni probabilità si riferisce ai grandi proprietari terrieri, ai ricchi commercianti, ai funzionari dello Stato e agli alti sacerdoti. Non condanna queste classi sociali come tali, in blocco, né vuole abolirle; ma condanna tutti coloro che, approfittando della propria posizione, corrompono il diritto e la giustizia. Amos non predica la lotta di classe. Denuncia tutte le forme di violenza, dovunque si trovino……………Il tutto è poi accompagnato da un culto falso: parole e sacrifici, riti, ma non vita e giustizia. In questa situazione il profeta è colui che smaschera l’ingiustizia dietro il benessere e la falsità dietro il culto, ed è colui che – nella generale sonnolenza – getta un grido d’allarme per la rovina imminente.
Osea
La società smascherata come prostituta da Osea è quella in cui “invece della legge di Dio, prevale quella del furbo e del più forte, per i quali i rapporti umani si inscrivono naturalmente nell’ordine……..dell’essere per sé contro l’altro (“mors tua vita mea”) e Dio naturalmente è sempre dalla propria parte.” (dal libro C. Di Sante, La profezia, Città Aperta ‘03)
Isaia cap.5.
Il profeta pronuncia una serie di invettive che criticano aspramente le diverse categorie di violatori dell’ordine sociale: i latifondisti, i gaudenti e goderecci, coloro che diffidano di Dio, i mistificatori, i presuntuosi, i beoni e coloro che si fanno corrompere, gli autori di leggi inique.Inoltre Isaia si imbatte non semplicemente nel peccato, ma nell’ostinazione, peggio ancora nella sua giustificazione. Il profeta non parla a un popolo nelle tenebre, ma a un popolo che ama le tenebre e non vuole essere disturbato. Questo amore alle tenebre rende ciechi e ottusi.
Geremia
Si lamenta di Dio, ma sempre Gli si rivolge con il “Tu” della confidenza; anche nel dolore e nella ribellione, egli resta un credente, e un credente appassionato. Il suo è un messaggio molto attuale; è come se dicesse a ciascuno di noi: <Dai sempre del “tu” a Dio. Rivolgiti col “tu” a Lui, ogni giorno e ogni sera della tua vita, qualunque cosa ti capiti.>
Abacuc (640-587)
Uno dei 12 “profeti minori”, osa domandare conto a Dio del suo governo nel mondo. Anche se Giuda ha sbagliato gravemente, perché Dio deve farlo punire da uno più cattivo di lui (=l’esercito assiro)? Perché Dio sembra voler sostenere il trionfo di una forza ingiusta? E’ il problema del male, posto sul piano delle nazioni. Lo scandalo di Abacuc è evidentemente di grande attualità. Si può rispondere ad esso che, sia pure per vie paradossali, Dio onnipotente prepara la vittoria finale del diritto e della giustizia.

In sostanza il messaggio di tutti i profeti era chiaro. Si deve onorare e temere un solo Dio, da un estremo all’altro della terra. Si deve rispettare la vedova, l’orfano, lo straniero, il povero, il lavoratore. Questi devono essere i cardini della società, perchè cresca sana e forte.
E’ estremamente significativo che il documento dei sacerdoti di Casal di Principe (Caserta) contro la camorra del 1991 si sia fortemente richiamato ad alcuni passi biblici di profeti:“Dio ci chiama ad essere profeti.Il profeta fa la sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ez.3,16-18). Il profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Is.43). Il profeta invita a vivere, e lui stesso vive, la solidarietà nella sofferenza (Ger.8,18-23). Il profeta indica come priorità la via della giustizia (Ger.22,3; Is.58)”
Molto importante è anche la Teologia della storia di Isaia. Il profeta era convinto che una civiltà che si costruisce al di fuori della fede, e quindi nell’egoismo e nella violenza, ha in se stessa i germi della propria distruzione.