
Fedeltà alla Sacra Scrittura esige che tutte le metafore della roccia o pietra e fondamento siano tenute in debito conto senza far torto allo Spirito Santo che le ha suggerite. Ciascuna infatti indica a suo modo la funzione di pietra-fondamento senza vanificare le altre. Indichiamo brevemente le singole funzioni:
a) Jahvè è la Roccia in quanto costituiva il primo fondamento dell’antico Israele, tipo e figura della Chiesa. In Lui, ossia nella sua bontà e fedeltà, poggiavano la fede e la speranza degli Israeliti; in Lui poggiano la fede e la speranza del nuovo Israele (cf. Galati 6, 18), ossia di tutti i veri discepoli di Cristo.
b) Cristo è la Roccia, ossia la pietra principale e fondamentale della comunità dei salvati (della Chiesa), perché in Lui la bontà e la fedeltà di Jahvè sono apparse all’uomo per salvarlo (cf. Tito 3, 4). Poggiando su di Lui, che è l’Emmanuele, che significa Dio-con-noi (cf. Matteo 1, 23; Isaia 7, 14), siamo sicuri di poggiare sull’unico e vero Dio. Il monito di san Paolo vale sempre e per tutti: “Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo” (1 Corinzi 3, 11).
c) Gli Apostoli e i profeti sono fondamento perché la loro testimonianza sui fatti e i detti di Gesù, trasmessa sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, rimane la norma definitiva (cf. Giuda 3) di fede e di vita per chiunque voglia aderire a Cristo e per mezzo suo all’unico e vero Dio. Poggiando sulla testimonianza apostolica, siamo certi di poggiare su Cristo, fondamento o pietra principale della vera Chiesa, e in definitiva su Dio.
d) Tutti i credenti in Cristo sono pietre vive nel senso che formano il materiale con cui Cristo edifica la sua Chiesa, “vengono edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.” (Efesini 2, 20-22). La Chiesa di Cristo è formata da creature umane che, trasformate dalla fede e dall’amore, diventano elementi preziosi con cui viene edificata la dimora di Dio con gli uomini (cf. Apocalisse 21, 2-3), la città santa, la Nuova Gerusalemme.
Simone, la roccia (Giov. 1, 42)
Senza nessun detrimento né di Dio né di Cristo né degli Apostoli né dei credenti in Cristo, il Divino Fondatore della Chiesa ha voluto che Simone, il figlio di Giovanni, esercitasse una funzione specifica di roccia.Quale?
a) Simone, il figlio di Giovanni, deve certamente dirsi fondamento della Chiesa in quanto Apostolo, anzi il Primo degli Apostoli (cf. Matteo 10, 2) aí sensi della testimonianza di san Paolo già ricordata (cf. Efesini 2, 19). A lui pure si applica la metafora della pietra viva in quanto credente in Cristo, che con la fede e con l’amore fino al martirio è divenuto una componente di primo piano nella costruzione della dimora di Dio con gli uomini.
b) Ma nei suoi riguardi la Bibbia dice qualcosa di più, di particolare, di specifico.
Nel primo incontro con lui Gesù gli cambiò nome e volle che si chiamasse Cefa, che vuol dire Pietro (Giovanni 1, 42). Il vangelo di Marco conferma questa volontà di Cristo. Dopo una notte di preghiera, solo, in luogo appartato, Gesù costituì il gruppo dei Dodici. Al primo posto è collocato Simone, “al quale impose il nome di Pietro” (Marco 3, 16; cf. Luca 6, 12-16). Il gesto di Cristo non fu un gesto improvvisato, ma meditato nella lunga preghiera.
c) Per chi legge la Bibbia con intelligenza ed amore questo gesto di Cristo non può non provocare delle domande, a cui bisogna rispondere in modo convincente, non superficiale, avendo sempre la Bibbia come guida:
- Se Simone doveva essere fondamento come gli altri Apostoli e pietra viva come tutti i credenti in Cristo, perché solo a lui il Maestro volle imporre il nome di Cefa (= uomo-roccia)? Perché proprio quel nome e non un altro?
- Se Cristo voleva essere lui la Roccia o Pietra in modo esclusivo, perché chiamò roccia o pietra anche il Primo degli Apostoli? E’ possibile conciliare le due cose senza detrarre nulla dalla grandezza di Cristo e dalla funzione di Simone?
d) La risposta adeguata alle domande sopra formulate si ha solo se si ammette che il gesto di Cristo aveva un significato preciso e sicuro: Cristo volle che Simone, divenuto Pietro o Cefa, fosse l’uomo-roccia, in vista dell’opera che egli – il Maestro – stava per attuare, ossia la fondazione e la edificazione della nuova comunità la Chiesa. Dando a Simone il nome di Roccia (Pietro) Gesù voleva indicare che Simone avrebbe dovuto esercitare una funzione fondamentale nella Chiesa.
Quale? Pietro, poggiando se stesso su Cristo, il principale e insostituibile fondamento della Chiesa, confermerà nella verità tutti i suoi fratelli (cf. Luca 22,32). La funzione specifica di Pietro, a livello visibile, sarà sempre garanzia che la fede della Chiesa manterrà piena fedeltà alla Parola di Dio.
Dov’è Pietro ivi è la Chiesa; dov’è la Chiesa ivi è Cristo; dov’è Cristo ivi è la salvezza (S. Ambrogío).
2. continua