1914: IL FALLIMENTO DEL GEOVISMO. Parte terza.

Nella prima parte , abbiamo dimostrato che la dottrina geovista sul 1914 cambia ogni volta che viene smentita dai fatti e dalla storia.

Nella seconda parte, abbiamo dimostrato, inoltre, che tutta l’ impalcatura geovista del 1914 si fonda su una falsa data: 607 a.C.

Il 607 è una falsa data, per cui crollato il 607, crolla pure il 1914

Adesso vogliamo dimostrare come il 1914 viene smentito anche da Geremia e la profezia dei 70 anni di desolazione di Gerusalemme.

ANCHE GEREMIA SMENTISCE IL GEOVISMO

Il geovismo parte da un punto fermo accettato dalla storia: la caduta di Babilonia nel 539 a.C.

Secondo la ricostruzione geovista, gli ebrei tornarono a Gerusalemme nell’autunno del 537 a.C. (dopo l’editto di Ciro del 538). Il geovismo, pertanto, interpreta i “70 anni” di Geremia come un periodo di abbandono totale della terra, durante il quale Giuda rimase letteralmente deserta e senza abitanti.

Quindi, il geovismo conta 70 anni esatti a ritroso dal 537 a.C., arrivando al 607 a.C. come anno della distruzione di Gerusalemme.

LA VERITÀ SUI I 70 ANNI DI GEREMIA

Esistono principalmente due interpretazioni principali, a seconda che si consideri il periodo come il tempo del dominio babilonese o quello dell’esilio fisico e della distruzione del Tempio.

Ecco le due visioni principali:

1. La tesi Storico-Critica

Molti studiosi vedono i 70 anni come un numero “rotondo” o simbolico che indica la durata dell’egemonia di Babilonia sulle nazioni del Vicino Oriente.

L’ Inizio (605 a.C.) corrisponde alla battaglia di Carchemish, dove Nabucodonosor sconfisse gli egiziani e sottomise il regno di Giuda come stato vassallo (anno in cui Geremia pronunciò la profezia in Geremia 25).

La Fine (539-538 a.C.) corrisponde con la caduta di Babilonia per mano di Ciro il Grande e il suo editto che permetteva agli ebrei di tornare in patria.

La durata effettiva è di circa 67 anni (spesso arrotondati a 70 nella letteratura biblica).

2. La tesi Cronologico-Letterale

Questa visione si basa sulla durata della desolazione di Gerusalemme e del Tempio, citata anche nel libro di Daniele (9,2) e in Zaccaria.

A. Dal primo esilio (605 a.C. – 536 a.C.)

L’ Inizio corrisponde alla prima deportazione di nobili ebrei a Babilonia (incluso Daniele).

La Fine è il ritorno del primo resto di esiliati e la posa delle fondamenta del secondo Tempio a Gerusalemme.

B. Dalla distruzione del Tempio (586 a.C. – 516 a.C.)

Questa è spesso considerata la cronologia più precisa per quanto riguarda la “desolazione”.

L’ Inizio della desolazione è il 586 a.C., quando l’esercito di Nabucodonosor distrugge Gerusalemme e il Tempio di Salomone.

La Fine è nel 516 a.C. con il completamento e la riconsacrazione del Secondo Tempio sotto il governatore Zorobabele, esattamente 70 anni dopo la sua distruzione.

Gli storici moderni utilizzano solitamente il 539 a.C. (caduta di Babilonia) come punto finale politico, mentre la tradizione religiosa tende a dare più peso al 516 a.C. (ricostruzione del Tempio) come compimento spirituale della desolazione.

La data del 516 a.C. è fondamentale perché rappresenta il compimento spirituale e cultuale della profezia di Geremia. Sebbene gli ebrei fossero tornati fisicamente a Gerusalemme già nel 538 a.C. grazie all’editto di Ciro, la città rimase in uno stato di “desolazione” religiosa finché non fu ripristinato il Tempio.

Vediamo, allora, perché il 516 a.C. chiude perfettamente il cerchio dei 70 anni.

LA DATA FONDAMENTALE DEL 516 a.C.

La distruzione del Primo Tempio (il Tempio di Salomone) avvenne nel 586 a.C. ad opera di Nabucodonosor. Se sottraiamo esattamente 70 anni, arriviamo al 516 a.C., anno in cui fu completato e riconsacrato il Secondo Tempio (sotto la guida di Zorobabele).In questo senso, i 70 anni non indicano solo l’esilio della popolazione, ma la durata dell’assenza della Dimora di Dio tra il Suo popolo.

Il termine usato da Geremia (e ripreso da Daniele in Daniele 9, 2) parla di “compiere le desolazioni di Gerusalemme“.

Quindi

538 a.C.: Fine della servitù politica (ritorno dall’esilio).

516 a.C.: Fine della desolazione rituale (il culto riprende pienamente).

Senza un Tempio e senza sacrifici, per la mentalità ebraica dell’epoca, la “punizione” divina non poteva considerarsi conclusa, anche se il popolo era tornato a vivere nella propria terra.

ZACCARIA 1,12

Un indizio testuale molto forte si trova in Zaccaria 1,12.

Il profeta scrive nel “secondo anno di Dario” (circa il 519 a.C.), quando il Tempio era ancora in fase di ricostruzione. In quel passo, l’angelo chiede a Dio:”Signore degli eserciti, fino a quando rifiuterai di avere pietà di Gerusalemme… contro le quali sei stato indignato durante questi settant’anni?

Questo dimostra che, agli occhi dei contemporanei di Zaccaria, i 70 anni erano ancora in corso nel 519 a.C., confermando che il conteggio non si era chiuso con il ritorno da Babilonia del 538 a.C., ma puntava proprio alla riconsacrazione del 516 a.C.

Pertanto, se contiamo 70 anni dal 516 a.C., giungiamo esattamente al 586 a.C. e, NON, come sostiene falsamente il geovismo, al 607 a.C.

E anche Geremia smentisce il geovismo.

3. continua

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *